Il Coro "Santa Croce"

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Il Coro "Santa Croce"

Storia

Il coro nella parrocchia di Santa Croce a Casalecchio ha radici che affondano fin agli inizi della fondazione della parrocchia stessa nel settembre del 1965.
Guardando ai faldoni di antichi ciclostilati e fotocopie rinvenuti dietro l'organo, si trovano testi di canti popolari tra la fine degli anni '60 e gli inizi del '70.
Probabilmente venivano eseguiti, sia con l'accompagnamento dell'organo sia con chitarre, viste le indicazioni di accordi che vi si trovano. Spartiti compaiono soprattutto con l'avvento delle fotocopie, a occhio verso la fine degli anni '70. Qualcuno ha anche portato gli spartiti stampati di messe del Perosi, mentre compaiono altre polifonie o canti più da coro come l'Ave Maria di Saint-Saëns e Salve Regina del Gen Verde, dal che si deduce che il coro faceva anche polifonia di vario genere.
Dal 14 novembre 1996 il coro è diretto da Marco Voli che ha cercato di curare la vocalità e l'espressione del canto, applicandosi ad un repertorio che, arricchitosi nel corso di oltre 25 anni, va dal Gregoriano, alla lauda monodica e polifonica, fino ad opere di Des Prés, Palestrina, De Victoria, Praetorius, Bach, Schubert, Beethoven, Liszt, Perosi, Bartolucci... per citare solo i più famosi.

Servizio

Il coro serve la liturgia festiva alla messa mattutina nella chiesa Santa Croce e impegna i coristi ad un'unica prova settimanale

Dal maggio 2007 il coro riesce a proporre un paio di eventi classificabili come "concerti spirituali" in occasione del mese mariano, la Pasqua, il Natale; ed anche liturgie o eventi particolari. Per questa attività che arricchisce i coristi per esperienza e educa la sensibilità dell'uditorio, il coro si sottopone a una prova aggiuntiva settimanale.

Diventare coristi

Si diventa coristi riconoscendo nel gusto di cantare l'indizio di una vocazione specifica al servizio nel canto.
Il coro "Santa Croce" non è fatto di professionisti a cominciare dal direttore, e anche chi era stonato ha trovato un ambiente lieto ed accogliente dove educare la voce e integrarsi nel coro con risultati che hanno stupito coro e interessati. Quindi non occorre essere intonato né tantomeno saper leggere la musica, basta la pazienza di lasciarsi correggere e il desiderio di imparare.